18 maggio 2016 di Mariacristina Coppeto
Nuovi PAsini Ritratti_low

Capita di assaggiare un prodotto per la prima volta e quando mi piace e mi incuriosisce anche il packaging, la mia attenzione si estende alla storia dell’azienda o degli artigiani che lo producono. Questa volta è accaduto con i Salumi Pasini, un’azienda che ha deciso di puntare sulla valorizzazione della tradizione di famiglia, legata al territorio, confidando molto nella qualità del prodotto italiano di fattura artigianale. La nuova generazione del salumificio di Trezzano sul Naviglio, in provincia di Milano, cerca il giusto mix tra tradizione e innovazione, con un occhio strategico alla comunicazione anche attraverso i social. Non a caso hanno appena vinto il premio per la “Miglior Campagna New Media” indetto da Salumi & Consumi e consegnato a Cibus qualche giorno fa. L’azienda opera da oltre 60 anni, producendo per la grande distribuzione, ma da due anni ha deciso di metterci la faccia con un nuovo brand dall’immagine accattivante ed elegante e instaurando collaborazioni prestigiose. Scopriamo qualcosa di più chiacchierando con Daniela Pasini che, insieme a suo fratello Andrea e al cugino Filippo, rappresentano la terza generazione dell’azienda di famiglia.

Quali sono le radici su cui si basa Salumi Pasini?
L’azienda nasce nel 1951 a Trezzano Sul Naviglio, in provincia di Milano, paese dove ancora risiede e che rappresenta le nostre radici territoriali che si sono, da sempre, riflesse anche nei prodotti tradizionali del territorio. Per esempio, portiamo avanti ancora la produzione della salsiccia luganega (nel comparto dei freschi) o del Salame Campagnolo (in quelli stagionati) solo per citarne alcuni.

Cosa spinge le nuove generazioni di un’azienda di antiche tradizioni come la vostra a prendere in mano le redini dell’attività?
Tutto nasce a partire dalla qualità del prodotto e dalle modalità di lavorazione, in parte fatte ancora in modo artigianale come vuole la tradizione, come la legatura del salame. Visto che l’azienda ha sempre venduto a private label, abbiamo voluto creare, a dicembre 2014, un brand che potesse far conoscere questa qualità al grande pubblico perché era un peccato tenerla dietro le quinte. Da qui è scaturito tutto, animato sempre dalla passione che ci ha trasmesso nostro nonno e i nostri genitori.

Photo credits: ©Marco Varoli

Photo credits: ©Marco Varoli

Qual è il vostro contributo, cosa apportate di nuovo all’azienda?
Il nostro contributo è stata la creazione di un nuovo brand e di tutto il marketing e la comunicazione a supporto, comparto che in azienda non era mai esistito. Inoltre, abbiamo creato una parte digital, che va dall’e-commerce alla presenza sui social network. Cerchiamo di essere innovativi in un mondo, quello dei salumi, ancora poco digitalizzato.

Come siete riusciti a creare il giusto equilibrio tra tradizione e innovazione?
Il giusto equilibrio è arrivato in maniera naturale. La nostra volontà non è assolutamente quella di stravolgere tutta la tradizione che ci portiamo dietro da 60 anni, ma di esaltarla facendola conoscere e abbinandola a canali innovativi come il commercio elettronico o la presenza sui social. I prodotti continuano ad essere realizzati alla stessa maniera, ovviamente con le innovazioni di prodotto o di macchinari a cui, giustamente, stiamo dietro per essere all’avanguardia. Tutti i segreti delle lavorazioni rimangono inalterati.

Quando si parla di qualità ed eccellenza a cosa, Salumi Pasini, fa esplicitamente riferimento?
In primis, alla ricerca dell’eccellenza delle materie prime. Selezioniamo solo carni di suini 100% italiani e tutti i prodotti sono senza glutine, lattosio e allergeni. Alla materia prima di alta qualità, si accompagna una ricerca dell’immagine a supporto di tutto il lavoro che sta alla base.

Photo credits: ©Marco Varoli

Photo credits: ©Marco Varoli

La collaborazione prestigiosa con lo chef stellato Davide Oldani sicuramente è uno degli elementi su cui puntate. Come è nata? Avrà degli ulteriori sviluppi?
La collaborazione con Davide è nata a partire dalla conoscenza tra mio fratello e il noto chef lombardo. Una conversazione sulle proprie esperienze nel mondo del food e sulle radici territoriali ha gettato le basi per questo bellissimo progetto. Con Davide ci siamo messi a pensare a nomi in dialetto milanese che potessero rafforzare queste radici a cui entrambi teniamo molto e il cuore della collaborazione è stata la rivisitazione degli ingredienti e delle lavorazioni di alcuni prodotti tradizionali. Il Prosciutto Cotto che è diventato Cott (il prodotto fatto con Davide) presenta la particolarità della scorza di limone, il Grass (il lardo) ha visto l’aggiunta di spezie come la cannella e l’anice stellato, che conferiscono davvero un gusto unico. Questa sfida speciale, sta continuando con nuovi prodotti, come l’arrosto di tacchino (prestissimo in vari punti vendita), il cotechino precotto al vapore e altre novità in uscita nei prossimi mesi.

Ci sono nuovi progetti e nuove collaborazioni in vista?
I progetti non mancano mai ed è proprio questa la spinta data dalla presenza di noi giovani dell’azienda. A Cibus, nei giorni scorsi, abbiamo lanciato una nuova linea “Viaggio nelle tradizioni” pensata insieme al Salumificio Madeo, un’azienda calabrese. L’intento è stato quello di unire due eccellenze italiane dello stesso settore e di collaborare, invece di scontrarsi, come solitamente accade tra aziende concorrenti. Inoltre, è stata l’occasione per unire Nord e Sud, spesso diversi e in contrapposizione, mettendo insieme il miglior Made in Italy. È nata così una linea di vaschette di preaffettati in cui abbiamo unito un prodotto dalla Lombardia e uno dalla Calabria. Il Salame Campagnolo con la Spianata Piccante, la Bresaola di Suino con il Lonzino Piccante e il Prosciutto Cotto con una varietà piccante. È solo l’inizio di una collaborazione che si amplierà e che coinvolgerà anche i prodotti freschi. Questi sono solo alcuni esempi, abbiamo tanto altro ancora in serbo per il futuro.

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