7 Febbraio 2012 di Mariacristina Coppeto
Eventi

Sono stata per la prima volta a Identità Golose, lunedì 6 febbraio. Una stimolante giostra di sapori, profumi, spunti e identità…

Enzo Coccia e il suo team a Identità Golose 2012

Da napoletana, non potevo mancare a Identità di pizza e all’incontro con il maestro pizzajuolo Enzo Coccia della Pizzaria La Notizia di Napoli. “Quello che dice lui sulla pizza, è vangelo” afferma Paolo Marchi – ideatore di Identità Golose – introducendo la giornata. E Coccia parte con una lezione su come si mangia la pizza, cibo da strada per eccellenza. E’ così che nasce la pizza napoletana. A metà del ‘500 la zeppola di pasta cresciuta è fatta con un impasto a base di acqua, farina, sale e criscito (pasta madre) e lievito, ha una consistenza morbida, ma appiccicosa, poi se si aggiunge altra farina, cambia consistenza ed elasticità e si arriva alla montanara, che Coccia prepara e frigge servendola con pomodorini del Piennolo e mozzarella di bufala affumicata.

L’utilizzo di materie prime di grande qualità è il suo marchio. Il passaggio successivo è la montanara chiusa, ovvero il calzone fritto, la mezzaluna (detta anche piscitiello o battilocchio), la padella o ‘a brioche (pizza fritta che quasi nessuno fa più a Napoli, composta da due dischi di pasta sovrapposti che nascondono un ripieno ben sigillato).

la mezzaluna pizza fritta di Enzo Coccia a Identità Golose

Enzo Coccia sciorina termini storici, che vengono usati ancora nelle pizzerie e che lui apprende dai vecchi che tramandano la storia attraverso i racconti. La pizza è espressione di un territorio, è tradizione da tramandare. “La pizza napoletana è un gioiello – afferma Coccia – che non va tenuto in cassaforte”. Vederlo qui preparare pizze fritte è davvero un evento unico, perché nella sua pizzaria, si preparano solo pizze cotte con il tradizionale forno a legna napoletano.

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