Ho ritrovato per caso un utilissimo libricino, il Dizionarietto Gastronomico, ovvero come diventare… un esperto gourmet, che era allegato ad una guida Veronelli di qualche anno fa. E’ un’edizione fuori commercio, curata da Gian Arturo Rota, quindi, senza dubbio, autorevole e attendibile nel contenuto.
Il curatore, nella sua introduzione, spiega quanto a volte possa risultare difficile la lettura del menu di un ristorante (ma anche di un’osteria), con termini ed espressioni tipiche del linguaggio gastronomico. Una terminologia a volte poco nota o conosciuta per “sentito dire” o che lascia dubbi sull’esatto significato.
In questo volumetto ho ritrovato tanti termini (sia italiani che francesi) di cui non ricordavo il significato preciso e ho pensato di rinfrescare un po’ la memoria (la mia per prima!) e quella di chi per paura di sfigurare, per timidezza o solo per pigrizia, non chiede spiegazioni quando è al ristorante (sbagliato!), rinunciando a provare qualcosa che aveva stimolato la sua curiosità.
Riporterò alcuni termini ed espressioni, aprendo a caso il dizionarietto, che è redatto in ordine alfabetico. Oggi, lo farò su questa pagina del blog e successivamente sulla pagina Facebook di News and Foodies, dove chi vuole, potrà commentare, aggiungere dettagli, confrontarsi.
Mirepoix

credits: via Flickr Creative Commons (Islandvittles)
Taglio di verdure (sedano, carote e cipolle) a cubetti di 3 millimetri di lato, che si usa come base per salse, ripieni, ragù. Con l’aggiunta di prosciutto (sempre tagliato a cubetti) la preparazione prende nome di mirepoix grassa.
Fonte: Dizionarietto Gastronomico (Veronelli Editore)
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