Quand’è che un cibo si può considerare felice? Secondo Barbanera, il più antico Almanacco italiano, un cibo è felice quando è frutto consapevole di un uomo che conosce il tempo e vive in armonia con i ritmi del cielo e della terra. Insomma, il sole e la luna sono sempre presenti nel piatto, con il cielo, il vento, la pioggia. Tutto ciò, dopo 252 anni, giorno per giorno è scandito nel celebre Lunario e Almanacco Barbanera. Pillole di saggezza sempre attuali, che ci riportano indietro nel tempo, ma che continuano ad accompagnare i diversi momenti della quotidianità.
Tanti pratici consigli sul buon vivere, in casa, nell’orto, nel giardino e sul balcone, ma anche al lavoro e durante il tempo libero. Questa volta Barbanera è uscito dalle pagine dell’Almanacco ed è diventato una mostra: Barbanera dei cibi felici. Le ortaglie, i campi, il tempo, la luna negli almanacchi. Ideata dalla Fondazione Barbanera 1762, la mostra è allestita nel settecentesco Palazzo Brunetti-Candiotti di Foligno (ingresso libero), città natale dell’Almanacco. Inaugurata a fine settembre, in occasione della manifestazione I Primi d’Italia, è visitabile fino al 15 ottobre 2013.
Un percorso affascinante che sintetizza il rapporto dell’Almanacco con il cibo. Tra immagini, suoni, sensazioni e luci, grandi e piccini possono esplorare le stagioni, il giorno e la notte, il buono e il cattivo tempo, i giorni di festa e la vita quotidiana. Tanti suggerimenti, proverbi, simboli e usanze che hanno attraversato più di due secoli e mezzo, mantenendo la loro modernità. Infatti, anche nella speciale edizione del Calendario Lunario “Barbanera dei cibi felici”, creato in edizione esclusiva per la mostra (e distribuito gratuitamente ai visitatori), si parla di tematiche attuali e ormai imprescindibili, quali sostenibilità, sana alimentazione e consumo consapevole.
A Spello, in Umbria, c’è la casa di Barbanera. La sede dell’Editoriale Campi (storica casa editrice dell’Almanacco) e della Fondazione Barbanera 1762 è, da circa due anni, in uno splendido bachificio del Settecento, che ospita anche un prezioso archivio storico.
Un’oasi meravigliosa, circondata da sette ettari di campagna, certificata bio, dove si sperimentano le buone pratiche e i saggi consigli dello scienziato astronomo-astrologo. L’orto giardino delle stagioni, raccoglie frutti e ortaggi in via di estinzione, piante di archeologia arborea, semi rari ed erbe officinali, che accompagnano e ispirano ancora oggi, a distanza di secoli, i preziosi consigli in un ideale legame tra passato, presente e futuro.
Non potevo non segnalare una ricetta. Questa è tratta dalle pagine dedicate al mese di ottobre dell’Almanacco Barbanera 2013. Da provare subito!