Piccola premessa. Non sono una carnivora convinta. Ovvero, mangio poca, o forse pochissima, carne rossa. Ma quando decido di mangiarla, cerco di sceglierla con attenzione, puntando soprattutto alla qualità, visto che la quantità è ridotta.
Una delle ultime occasioni in cui ricordo di aver mangiato un’ottima carne è stata all’inaugurazione de La griglia di Varrone a Milano. Il paradiso della carne alla griglia, ideato da Massimo Minutelli e firmato dall’architetto Diego Perusko, dopo le sedi toscane (Lucca e Pisa) è arrivato a due passi da corso Como.
La materia prima è selezionata con grande cura, dall’America arriva il Black Angus U.S.A., dall’Asia le carni Giapponesi , la Rubia Gallega dalla Galizia e poi la carne Piemontese, proposta cruda in ben 10 modi diversi. Poi ci sono i salumi. Standing ovation per i Joselito provenienti dalla Spagna e per il Culatello dell’Antica Corte Pallavicina, senza trascurare i salumi di Cinta Senese e l’uovo di Paolo Parisi. Il purè di patate affumicate e le verdure cotte nel forno di Parisi diventano un abbinamento perfetto con la carne.
Mi sono letteralmente incantata davanti alla scenografica griglia a vista, costruita a mano pezzo per pezzo e alimentata con legna di quercia scelta accuratamente, per consentire la cottura perfetta dei pregiati tagli di carne.
Insomma, cantina compresa, ci sono tutti i presupposti per definire La Griglia di Varrone un’eccellente esperienza gastronomica.
*La foto con Massimo Minutelli davanti alla griglia è di Cristian Parravicini.
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