11 luglio 2016 di Mariacristina Coppeto
Foto Pellino Vincenzo (19)

Quando ho saputo che, a Napoli, sarebbe stata presentata una nuova birra nell’atelier dell’artista Lello Esposito, la mia curiosità non ha avuto freni e, lo ammetto, mi sarebbe piaciuto riuscire ad essere presente per cogliere quelle suggestioni che solo alcuni luoghi riescono a dare.

Nel ventre di Napoli, nelle scuderie di Palazzo Sansevero in piazza San Domenico Maggiore, il maestro partenopeo, che ha portato nel mondo l’immagine della città e i suoi simboli reinterpretando la tradizione, ha ospitato la presentazione di Natavot (Un’altra volta), una Lager che riporta sull’etichetta l’immagine stilizzata del santo patrono della città.

San Gennaro è un santo a cui il popolo napoletano si è sempre rivolto con grande confidenza e quindi il suo volto associato ad una birra rientra perfettamente nel clima di devozione e familiarità.
Non a caso San Gennaro è uno degli emblemi dell’arte di Lello Esposito, quindi il binomio è perfetto.

Untitled design (2)

Natavot, come si si legge nella scheda di presentazione, è una lager bionda molto leggera e beverina, dal gusto intenso, grazie al luppolo, ma allo stesso tempo digeribile e gustosa. A due chef d’eccezione, gli stellati Marianna Viatale di Sud Ristorante e Lino Scarallo di Palazzo Petrucci, il compito di proporre dei piatti in abbinamento: ostriche con emulsione di friarielli (la Vitale) e sfera di mozzarella ripiena di parmigiana di melanzane (l’idea di Scarallo). A dimostrazione del fatto che si tratta di una birra che si presta bene ad accostamenti tra i più disparati e creativi.

La birra dedicata a San Gennaro fa parte del progetto KBirr, che prevede anche la produzione di una Scotch ale (Jattura) e di una Imperial Stout (Paliat), tutte rigorosamente made in Naples, realizzate con metodo artigianale, non filtrate e non pastorizzate.

Foto Pellino Vincenzo (116)

«KBirr vuol essere una birra emozionale che dimostra come il territorio campano sia vocato alla produzione della birra e non abbia nulla da invidiare ai paesi Europei. È una birra moderna, contemporanea ma anche il prodotto della terra campana. Una birra semplice, diretta, festosa nel linguaggio», dichiara il suo ideatore Fabio Ditto, napoletano ed esperto del mondo della birra e general manager di Loco for Drink, azienda che distribuisce e importa birra di alta gamma.

Ah, cosa significa il nome Kbirr? Letto alla napoletana: “Caspita che birra!”.

 

Foto credits: Vincenzo Pellino

 

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